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C’era una volta la sabbiatura

Con il termine “sabbiatura” si identifica generalmente quel processo di pulitura meccanica che avviene attraverso l’abrasione di una superficie mediante il getto ad alta pressione di sabbia silicea; in tal modo l’impatto dei granelli asporta dal punto di contatto il materiale che si desidera eliminare.
Gli svantaggi della sabbia sono purtroppo numerosi: i granelli sono di dimensioni e forme variabili, quando impattano si frantumano generando molta polvere e non sono riciclabili.
La successiva adozione di microsfere di acciaio di dimensione definita al posto della sabbia ha quasi eliminato la frantumazione da impatto, aumentato notevolmente il potere abrasivo e ridotto nel contempo l’energia necessaria. Oggi la “sabbiatura” o “pallinatura” identifica proprio questo metodo che impiega, in campo metalmeccanico, microsfere metalliche o di altro materiale.
In Merlo l’innovazione tecnologica ha coinvolto anche questa fase della lavorazione. In azienda si parla infatti di “cilindratura”; le microsfere sono state sostituite da microcilindri di acciaio con vantaggi enormi: maggiore efficacia abrasiva all’impatto (un cilindro ha più efficienza perché, a differenza di una sfera, ha spigoli vivi), minor consumo di materiale, minore richiesta di energia, maggiore produttività.